Therapy speak, quando parlare agli altri con termini ‘rubati’ alla psicologia si può ritorcere contro di te

Therapy speak: che cos’è e come mai bisogna fare attenzione ad utilizzare determinati termini quando parliamo con qualcuno, il parere degli esperti.

Parlare con qualcuno può essere d’aiuto quando ci troviamo in difficoltà, sfogarci, ricevere un consiglio o una parola di conforto, può aiutarci a farci sentire meglio e meno soli. Le parole sono importanti e dovremmo capire come utilizzarle al meglio evitando di ferire il nostro interlocutore o di farlo sentire a disagio. Determinate parole all’interno di un contesto, rivolte a qualcuno, potrebbero dimostrarsi addirittura nocive nonostante le nostre buone intenzioni e dunque è bene sceglierle con cura.

A volte possiamo utilizzare dei termini medici senza essere un medico o uno psicologo e dunque senza avere alcuna competenza a riguardo. È definito Therapy speak il linguaggio che utilizziamo in determinate conversazioni quando utilizziamo termini che derivano dalla psicologia o dalla psicoterapia, in breve si parla di linguaggio terapeutico.

Potrebbe capitarci infatti utilizzare alcune parole come ombre, trauma, rimozione, psicopatico, eccetera per descrivere un determinato stato senza però averne le competenze. Inevitabilmente quando si affronta un discorso, ci saranno sicuramente delle conseguenze sia livello conscio che inconscio, scopriamo come mai bisogna stare attenti al Therapy speak.

Therapy speak attenzione a come e quando utilizzarlo

Con Therapy Speak intendiamo la tendenza ad utilizzare termini specifici riguardanti ad esempio la salute mentale senza averne però le competenze. Questa tendenza si è sviluppata molto negli ultimi tempi e questo modo di parlare si è insinuato sempre di più nel nostre conversazioni, come se tutti fossero diventati dei veri e propri esperti di salute mentale.

Parlare con consapevolezza
Therapy speak- (Canva) lineatemporale.it

Ogni cosa può essere benefica o nociva e anche il Therapy Speak ha dei pro e dei contro, ad esempio può essere sano quando i consigli e alcune parole danno spunti di riflessione e ci fanno comprendere meglio noi stessi e gli altri. Se un discorso aumenta la nostra consapevolezza, senza creare uno scontro o senza buttarci giù sicuramente è positivo.

Per far si che ciò accada tuttavia è necessaria molta chiarezza e delicatezza, al contrario infatti se il Therapy Speak viene utilizzato con leggerezza e in maniera superficiale, si può trasformare in un’arma a doppio taglio e potremmo arrivare a far sentire il nostro interlocutore inadatto ed inappropriato.

Una parola come trauma ad esempio, che potrebbe indicare la nostra risposta emotiva ad un evento sconvolgente, talvolta può essere utilizzato in maniera generica e potremmo arrivare addirittura a stravolgere la parola e il senso stesso di ciò che intende, destabilizzando chi abbiamo davanti.

Un’altra tendenza è quella di fare una diagnosi descrivendo infatti delle situazioni tossiche o definendo delle persone che conosciamo come ad esempio narcisisti o schizoidi. Questi termini hanno un significato medico ben preciso e talvolta potremmo utilizzarli per parlare di relazioni o stati emotivi che non hanno nulla a che fare con la parola stessa.

Alcune volte infatti, potremmo trovarci davanti a persone che dimostrano di avere semplicemente alcuni tratti del carattere ad esempio narcisista, senza però soffrire della patologia stessa e per questo definirli in tale modo è spropositato e nessuno ci autorizza a fare diagnosi senza avere strumenti e conoscenze appropriati.

Per queste ragioni è importante evitare di usare determinati termini per sentito dire o per mostrarsi più interessanti e coinvolgenti verso gli altri. Dovremmo dunque cercare di affrontare le conversazioni con maggiore consapevolezza, facendo attenzione a ciò che diciamo.

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