Rimandare a domani ciò che puoi fare oggi: le nostre nonne rabbrividirebbero ma funziona davvero

Procrastinare o non procrastinare, questo è il problema, ma da oggi non più! Rimandare a domani quello che puoi fare oggi è molto meglio.

Siamo cresciuti con la ferrea convinzione che il tempo sia denaro e che non si debba battere la fiacca. Insomma, chi perde tempo agli occhi della società è visto alla stregua di uno scansafatiche che non combinerà mai nulla di buono nella sua esistenza.

Ecco perché si è radicato ed è stato tramandato di generazione in generazione un detto popolare che le nostre nonne ci ripetevano a mo’ di mantra: “Non rimandare a domani ciò che puoi fare oggi“. E se da una parte è vero che avere una buona organizzazione e magari anticiparsi quanto più possibile denota un certo impegno e maturità di fondo, dall’altra ci sarà sempre qualcosa da fare o ancora che si poteva fare.

E così in pratica si avverte una fastidiosa sensazione di essere costantemente in ritardo per tutto e su tutta la linea. Questo pensiero, all’apparenza innocuo, in realtà può essere molto più controproducente di quanto immaginiamo perché arriviamo la sera a letto mentalmente stanchi pensando a quello che si è fatto e quello che invece è stato ineluttabilmente rimandato al giorno dopo e contro la nostra volontà.

E se rimandare al giorno dopo non fosse per nulla sbagliato?

Tuttavia, una recente ricerca ha cercato di fare il punto della situazione su quest’antica saggezza popolare. Nello specifico, uno studio condotto da Piers Steel, docente della Haskayne School of Business presso l’università di Calgary del Canada nonché esperto dell’arte della procrastinazione, ha dimostrato come il 15-20% della popolazione sia composto da procrastinatori.

Perché non si deve rimandare
Chi procrastina spesso ha una bassa autostima – Lineatemporale.it

Se alcuni però lo sono per scelta, altri lo sono inconsapevolmente. Nel primo caso, infatti, il procrastinatore sa bene che sarebbe meglio mettersi subito al lavoro senza perdere più tempo, ma non ce la fa il che denota una scarsa autostima nonché fiducia dei propri mezzi. Il secondo, invece, è più propenso a rimandare per mancanza di concentrazione e si distrae facilmente alla prima notifica che arriva sul cellulare.

Questo atteggiamento trascurato e approssimativo però può costare caro proprio perché non si mette il giusto impegno in quello che si fa. Meglio quindi trovare una via mediana. Così come è controproducente voler a tutti costi fare di tutto e di più in sole 24 ore, non va nemmeno impiegarne 72 per leggere un report di 3 pagine. Rimandare quindi è salutare se si è stanchi ed è necessario riposare. Per essere performanti, ma performanti davvero, il riposo non deve mancare mai.

Impostazioni privacy