Ricordate il Game Gear? Le ragioni del flop commerciale della mitica console portatile Sega

La Sega aveva lanciato sul mercato una console portatile dal nome Game Gear, come ricorderanno i meno giovani: ma per vari motivi fu un flop.

Gli anni Ottanta e Novanta, come ben sanno gli appartenenti alla Generazione X e alla Generazione Y, sono stati quelli del vero e proprio boom dei videogiochi. Oggi, dopo vari decenni di sviluppi e sperimentazioni, le consolle sono diventate particolarmente avveniristiche, a livelli che prima dell’arrivo del nuovo millennio sarebbe stato persino difficile immaginare. Ma gli appassionati riuscivano a divertirsi, eccome, anche con i videogame dell’epoca, che hanno regalato grandissime emozioni.

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Il Game Gear, una delle consolle portatili degli anni novanta, che però non ebbe successo, anzi (foto da Facebook) – Lineatemporale.it

Per le consolle casalinghe, quelle che avevano finalmente iniziato a dare un’alternativa ai cabinati delle sale giochi, il duello fondamentale in quegli anni era tra la Nintendo e la Sega. Le cui ‘ammiraglie’ erano rispettivamente la Super Nintendo e la Sega Master System. Che più o meno si divisero il mercato in maniera abbastanza equilibrata. Le cose invece andarono molto diversamente per quanto riguarda le versioni portatili e tascabili.

Al Game Boy della Nintendo, la Sega provò a rispondere con il Game Gear. Che si sarebbe però, alla fine, rivelato un autentico fallimento. Il tutto, avvenne per diversi motivi.

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Il Game Gear fu lanciato in Giappone nel 1990 e negli Stati Uniti e in Europa a partire dal 1991. C’erano grandi aspettative, anche perché la casa produttrice aveva studiato un hardware tale da poter riproporre sul Game Gear molti giochi già lanciati sul Master System, e viceversa.

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Il Game Boy è stato sempre preferito dagli appassionati al Game Gear: ecco perché (foto da Facebook) – Lineatemporale.it

Un’idea che in teoria avrebbe dovuto sancire il sorpasso sul Game Boy e che invece sancì il flop del Game Gear. Il quale aveva due problemi: un consumo energetico delle batterie molto elevato (le batterie del primo potevano durare fino a trenta ore, quelle del secondo al massimo fino a cinque ore) e soprattutto una risoluzione differente rispetto alla Master System.

Il che faceva in modo che il cosiddetto ‘screen crunch’, per diversi giochi, non fosse adeguato, con inquadrature troppo ristrette sul giocatore e pochissima visione a campo più ampio, che rendeva la giocabilità assai limitata e in alcuni casi una esperienza piuttosto frustrante per i video giocatori. Ecco perché il Game Boy, pur con un design e una grafica magari più ‘elementari’, ebbe sempre la meglio.

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