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Quando osserviamo le stelle dalla Terra

Un team di ricercatori dell’Università di Sydney ha sviluppato un sensore in grado di correggere il problema che si verfifica quando si guardano le stelle dalla Terra. Infatti quando le osserviamo la prima cosa che vediamo è il loro scintillio, in realtà è un problema per gli astronomi. per la una distorsione della luce stellare causata dal filtro dell’atmosfera terrestre. Gli scienziati, grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dell’apprendimento automatico, hanno realizzato un sensore che sarà in grado di risolvere questo problema per rendere più facile la scoperta e lo studio di stelle e pianeti lontani dalla Terra. Il nuovo sensore, presentato su Nature Communications, verrà montato su uno dei più grandi telescopi ottici del mondo, il Subaru telescope, alle Hawaii, gestito dal National astronomical observatory of Japan. Gli astronomi, grazie al nuovo sensore, potranno quindi osservare direttamente gli esopianeti in orbita intorno a stelle lontane dalla Terra e questa sarà una svolta fondamentale per l’esplorazione scientifica di tali pianeti. Infatti, avere un’immagine diretta fornirà molte più informazioni sul pianeta rispetto a un rilevamento indiretto. L’ utilizzo del nuovo sensore non si llimita all’astronomia, ma il suo uilizzzo andrà dalle comunicazioni ottiche, al telerilevamento, all’imaging dal vivo e in qualsiasi altro campo che implichi la ricezione o trasmissione di fronti d’onda accurati attraverso un mezzo turbolento o torbido, come acqua, sangue o aria.

Fonte: www.nasa.gov

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