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La Russia punta a essere il primo Paese ad approvare un vaccino per Sars-CoV-2

Buoni risultati dal vaccino americano, sviluppato dall’azienda americana Moderna insieme all’Istituto nazionale per le malattie infettive (Niaid) diretto da Anthony Fauci. Sperimentato nei macachi, ha indotto la produzione di anticorpi neutralizzanti, una rapida protezione delle vie respiratorie e protetto gli animali da lesioni polmonari, secondo i dati pubblicati sul New England Journal of Medicine. Il 27 luglio i National Institute of Health, di cui il Niaid fa parte, hanno annunciato l’avvio della fase 3 della sperimentazione in 89 siti americani, su circa 30mila volontari sani.
La corsa al vaccino sta impegnando ricercatori di tutto il mondo: secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sono 164 i candidati allo studio, di cui 25 in fase clinica e gli altri in fase pre-clinica. Ma solo 4 sono talmente avanzati da rappresentare oggi una speranza concreta. Di pochi giorni fa la notizia che il vaccino ChAdOx1 nCoV-19, messo a punto dall’Università di Oxford e di proprietà della società farmaceutica AstraZeneca, ha prodotto le risposte immunitarie desiderate senza mostrare gravi reazioni avverse. Ora il siero è in fase di test su migliaia di persone. Poi c’è, come detto, il vaccino di Moderna. In terza posizione quello della CanSino Biologics in Cina, che ha pubblicato i risultati della sperimentazione di fase 2 lo stesso giorno del team di Oxford, e infine il candidato frutto della ricerca della società tedesca BionTech insieme al colosso Pfizer, che ha diffuso dati promettenti e annunciato l’avvio della fase 2/3 in questi giorni.
Infine, si sta muovendo anche la Russia. Il vaccino a cui lavora l’Istituto nazionale di ricerca “Gamaleya” è stato inviato al Ministero della Salute del Cremlino per la valutazione degli esperti e, stando all’agenzia Interfax, la registrazione potrebbe avvenire tra il 10 e il 12 agosto. Secondo la Cnn, la Russia punta a essere il primo Paese al mondo a approvare un vaccino, «nonostante le preoccupazioni sulla sua sicurezza ed efficacia». «Le voci critiche — sottolinea la Cnn — dicono che la spinta per un vaccino arriva nel bel mezzo della pressione politica del Cremlino, desideroso di dipingere la Russia come una potenza scientifica globale». Già la settimana scorsa, il viceministro della Difesa Ruslan Tsalikov aveva dichiarato «pronto» il siero, ma il Ministero della Salute di Mosca aveva replicato che i test di fase 2 non sono ancora terminati. Potrebbero concludersi il 3 agosto, consentendo così ai ricercatori di passare alla fase 3 dello studio clinico.

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fonte: www.corriere.it

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