Bonus invalidi sulla pensione: come si calcola la maggiorazione e quale effetto ha sui contributi

Si tratta di un’integrazione per i lavoratori con handicap prossimi al raggiungimento del tetto contributivo necessario alla pensione. Come si richiede.

Come è noto, l’Italia ha fatto passi da gigante nell’ambito del riconoscimento dei diritti delle persone affette da disabilità; un percorso che ha avuto una determinante accelerazione nel corso degli ultimi decenni. Di certo, un passaggio altamente rappresentativo è stato quello avvenuto nel 1992, anno di approvazione della Legge 104. Con tale denominazione si indica il pacchetto di norme che ha scandito l’acquisizione di importanti agevolazioni per le persone interessate.

Sono principalmente tre gli ambiti in cui agiscono i successivi miglioramenti delle norme in oggetto. Si tratta dell’ambito fiscale, professionale e contributivo; sostanzialmente gli stessi profili che investono una persona normodotata, ma corretti dal punto di vista del gap che l’attuazione incontra fattualmente con le difficoltà di tutti i giorni.

Bonus invalidi sulla pensione, quali requisiti per ottenerlo

Pertanto il limitato accesso professionale e le numerose spese perlopiù di carattere medico-sanitario vengono compensate da agevolazioni fiscali in fase di acquisto, tramite sconti su iva, esenzioni e forme di detrazioni nella dichiarazione dei redditi. Nell’ambito del posto di lavoro, la legge consente di concordare col datore di lavoro un calendario di permessi e ferie retribuite. Anche dal punto di vista pensionistico, vengono abbattute le relative barriere sotto il profilo contributivo.

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Bonus invalidi sulla pensione (lineatemporale.it)

Nell’ambito, infatti, dei contributi utili al raggiungimento della pensione, la persona disabile fruisce di una facilitazione estremamente significativa. Innanzitutto, occorre “ripassare” i parametri pensionistici attuali: il riconoscimento della pensione di vecchiaia avviene a 67 anni di età e al raggiungimento di almeno 20 anni di contributi; col pensionamento anticipato, l’età per inoltrare la domanda scende a 62 anni ma avendo raggiunto 41 anni contributivi.

Il beneficio riservato agli invalidi prevede uno sconto INPS di due mesi per 5 anni. Tenendo sempre presente il cumulo conteggiato sopra esposto. Tale riconoscimento avviene tramite domanda all’ente previdenziale e solo una volta ottenuta una risposta positiva si può richiedere la pensione vera e propria. Ad esempio, avendo lavorato per 41 anni utili al versamento dei contributi, si possono ottenere fino a 10 mensilità.

La domanda per il beneficio va accompagnata con una specifica documentazione necessaria alla certificazione dell’invalidità (è bene consultare la circolare INPS 92/2002, date le differenti istruzioni per le differenti tipologie di invalidità). La richiesta può essere telematica tramite i servizi online e può essere inoltrata con l’assistenza di un CAF. Il prepensionamento fa accedere alla pensione anticipata precoci, ottenuta con un solo anno di contributi prima di aver compiuto 19 anni e un tetto complessivo di 41 anni.

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