Andare in pensione nel 2024 a 63 anni: sono 3 le possibilità in base alla nuova manovra

In pensione a 63 anni nel 2024, ci sono tre scivoli da utilizzare secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio. Scopriamo chi potrà approfittarne. 

La Manovra cambia le regole di pensionamento per l’uscita dal mondo del lavoro a 63 anni. Chi ne potrà approfittare?

Per la Riforma delle Pensioni vera e propria occorrerà attendere che ci siano le risorse economiche sufficienti per creare quelle misure strutturali e flessibili richieste dai lavoratori. Niente Quota 41 per tutti, dunque, ma la pensione di vecchiaia rimane a 67 anni almeno fino al 2025. E non cambieranno i requisiti nemmeno per la pensione anticipata ordinaria e la pensione per i precoci per i prossimi due anni. Questo perché l’età media valutata dall’ISTAT non è salita, anzi è scesa di qualche mese.

La Legge di Bilancio 2023 introduce, però, delle novità con riferimento alle pensioni anticipate. Ricordiamo che il 31 dicembre 2023 risultano in scadenza l’APE Sociale, Opzione Donna e Quota 103. Si tratta proprio delle tre misure che con l’anno nuovo presenteranno delle modifiche che interesseranno molti lavoratori.

Novità pensioni nel 2024, chi potrà andare in pensione a 63 anni

Quota 103, l’APE Sociale e Opzione Donna ci saranno nel 2024 ma con una nuova veste. Naturalmente si attende ancora la vera e propria ufficialità ma le modifiche che presenteremo si pensa saranno quelle definitive.

Pensione a 63 anni, gli scivoli
Pensione a 63 anni, gli scivoli (Lineatemporale.it)

Iniziamo da Quota 103 che dovrebbe diventare Quota 104 con l’uscita dal mondo del lavoro al compimento dei 63 anni di età e avendo accumulato 41 anni di contributi. Per i lavoratori che decideranno di continuare a lavorare invece che accettare una Quota come scivolo otterranno un incentivo pari al 9,2% dello stipendio. Significa che ben pochi cittadini opteranno per la misura mancando, tra le altre cose, molto poco alla pensione anticipata ordinaria (42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini, un anno in meno per le donne). Meglio continuare a lavorare piuttosto che subire un taglio dell’assegno importante.

APE Sociale e Opzione Donna saranno unite in un unico fondo pensionistico anticipato. L’ipotesi è di un’uscita per le categorie ammesse a 63 anni di età e con 36 anni di contributi per gli uomini e 35 anni di contributi per le donne. Il requisito contributivo si unifica, dunque, per caregiver, invalidi, disoccupati e addetti alle mansioni gravose nonché per le lavoratrici. Il calcolo della pensione dovrebbe rimanere contributivo. Non è chiaro, invece, se le categorie delle lavoratrici che potranno approfittare dello scivolo saranno le stesse di Opzione Donna o se saranno coinvolte tutte le donne.

Si hanno dubbi anche sul limite di 1.500 euro mensili previsti ora con l’APE Sociale. Sarà confermato? Se sì coinvolgerà anche le lavoratrici?

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